Storie

25 aprile nei fari

Anche i fari hanno subìto le vicende dell’ultima guerra. Basta ricordare che quello di Livorno venne distrutto dai nazisti in ritirata e ricostruito, con parte delle stesse pietre e seguendo i disegni originali nel 1955. Il faro che contende con la lanterna di Genova la “maggior anzianità storica venne costruito nel XIII secolo quando il porto si stava progressivamente insabbiando. Venne distrutto durante l’ultima guerra nel 1944 e ricostruito con le pietre recuperate e seguendo i disegni originali,. Inaugurato dall’allora presidente delle repubblica nel 1950, come ricorda una targa alla base.

Dove però i fari hanno avuto i danni maggiori dall’evento bellico sono stati in Francia (va ricordato che i transalpini festeggiano l’8 maggio la fine della guerra).  Arrivando via mare da sud, per St. Malò bisogna scapolare le Grand Jardin, (48° 40’14” N-02° 04’59” W) a 5 mila metri dall’entrata del porto. Il faro, a strisce rosse e bianche, é stato iniziato nel 1865 e acceso tre anni dopo. L’illuminazione ad olio  fu rinnovata una prima volta nel 1920. Questo faro, fu minato nel 1944 e bisognerà aspettare l’estate del 1950 perché venga di nuovo acceso e poi nell’aprile 1979 fu elettrificato ed automatizzato nel 1982. Oggi non è custodito e non è visitabile. Anche quello di Rochebonne (48°40’18”N-01°50’42”W) e quello di la Baule, all’uscita di St. Servain, a sud di St.Malô furono distrutti all’epoca del conflitto e ricostruiti entrambi nel 1948. Quasi tutti i fari della Bretagna e del Nord Finisterre vennero accecati durante la guerra e furono ricostruiti prevalentemente negli 48-50.Alle tragiche vicende belliche rimanda una targa all’entrata del faro di Grave sulla punta occidentale della riva sinistra della Garonna. Ricorda un episodio della guerra: l’operazione Frankton, un episodio eccezionale già dall’ideazione. Il 7 dicembre 1942 il sommergibile Tuna partito dal porto scozzese di Greenock al comando del ventottenne Dick Raikes mette in mare cinque kayak armati al largo di Montalivet, 15 miglia dal faro di Grave. I kayak erano montati da dieci marines reali  che dovevano risalire pagaiando e di notte la Garonna e la Gironda fino a Bordeaux, distante 100 km. L’obiettivo della missione era far saltare dei cargo armati all’ormeggio nel porto di Bordeaux e a Bassens. I cargo dovevano portare in Giappone dei prototipi di macchinari costruiti in Germania e riportare materie prime per l’Asse. Delle cinque imbarcazioni, soltanto due posarono gli esplosivi ritardati. I danni furono più elevati psicologicamente di quelli realmente creati a cinque navi. Ma da allora la Kriegsmarine non si sentì più al sicuro, mentre sul fronte alleato le imprese dei commandos inglesi non divennero di dominio pubblico che molti anni dopo la guerra. Soltanto il maggiore Hasler che comandava la missione, ed il marinaio Spark, sopravvissero e rientrarono in Inghilterra dopo un’odissea di tre mesi. Gli altri otto, furono catturati in momenti diversi e torturati e fucilati nonostante portassero la divisa. Le vicende eroiche e terribili dell’operazione Frankton sono diventate note al grande pubblico soltanto del 1992, quando dopo una lunga ricerca negli archivi inglesi, tedeschi, francesi ed americani, Francois Boisnier e Raymond Mueller, pubblicarono Il commando dell’impossibile pubblicato nel 2003 con i tipi del Tresor du patrimoine. Anche in Francia quel periodo tragico e confuso ha portato a atti di eroismo, violenze, vendette…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...