Uomini

I guardiani dei fari e l’arte di stare con sé stessi

Nonostante compiti molto precisi e meticolosamente elencati nei vari regolamenti, tra le cose da fare c’era anche dover combattere la solitudine. Bricoleurs per necessità, molti lo sono diventati anche per hobby. Le storie di guardiani “atipici” sono tante. Le hanno raccolte Renè Gast e Jean Guichard, nel loro Tous les phares de France, del 1999. I loro itinéraires de découvertes, oltre a raccontare i fari francesi raccontano anche i loro guardiani. In particolare quelli “atipici”. Come Francois Jouas-Poutre,English: François Jouas-Poutrel, french painte… nato a Domfront, nel cuore dell’Orne. Francois aveva 46 anni all’epoca della pubblicazione del libro e da venticinque, gli anni passati alla passione della sua vita: i fari in mare. Da sempre ha abitato e sognato di abitare in un faro in mezzo al mare. “Sono sempre stato affascinato, raccontava, dal mare. Non saprei dire perché. Forse sono state letture scolastiche…può darsi per aver vissuto a Paimpol…ricordo ancora la storia dei due bambini figli del guardiano di Kerdonis che girarono la manovella per una notte intera, dell’ottica del faro, mentre la madre vegliava il padre morto…”. Francois non poteva fare una carriera nella marina mercantile “per problemi di vista… ma non importa”. Al tempo, quando lo intervistò René Gast, il giornalista autore con Guichard del libro, c’erano ancora le grandi navi immobili dei fari…

 

Per questi motivi, Jouas-Poutrel a 21 anni diventò ausiliario al faro di Triagoz.

Photo Credit: Theudericus: Les Phares
http://theudericus.free.fr/Mer_Ocean/Phares/Phares.htm

Lui stesso spiegava che essere “terricolo” non lo aveva aiutato ad avere buone relazioni con i colleghi. Poi i posti si sono succeduti: le Sept-Iles, le Heaux -de-Breahat, il Grand-Léjon, le Roches-Douvres e ancora le Sette isole. Perché? “Perché i fari in mare sono la quintessenza della nobiltà del mestiere: la solitudine, il rischio, la certezza di assicurare un servizio utile, di essere la luce che guida e talvolta salva. Ed ancora la gioia e l’angoscia della partenza e poi il ritorno, che sempre si rinnova. E la serenità “du grand large”, come dicono i francesi, del mare aperto. Il perché? “Chiedetelo ad un pescatore risponde Francois, che ha sempre conosciuto la fatica del mestiere, ma appena raggiunge la pensione va a sognare in cima al molo sul porto…”. Jouas-Putrel, sa di cosa parla avendo già vissuto, al tempo dell’intervista, 21 anni a Roches-Douvres Lighthouse, il faro più distante delle coste europee. Ma forse è la solitudine accompagnata alla capacità di stare con sè stessi, e il molto tempo, apparentemente, libero, che aiuta a conoscersi meglio ed a scoprire i propri talenti.

English: La Horaine and Roches-Douvres lightho...

I Fari di La Horaine e Roches-Douvres lighthouse in bottiglia. By François Jouas-Poutrel. (Photo credit: Wikipedia)

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4 thoughts on “I guardiani dei fari e l’arte di stare con sé stessi

  1. Diversi libri parlano di questo soggetto : è appena uscito ‘De mémoire de phares : témoignages des derniers gardiens de phares en mer d’Iroise / Di memoria di fari : testimonianze degli utlimi guardaina dei dari del mare d’Iroise’ (Ed. Ouest-France, octobre 2012), un libro di Jean Guichard e del Parc Naturel Marin d’Iroise, che ha intervistato 16 guardiani e parla della ‘Vita quotidiana : mangiare, dormire, lavarsi’, ‘Occuparsi : tempi liberi, la noia’.
    Il primo ritratto di guardiano è quello di Louis Cozan (guardiano de la Jument e di Kéréon, 2 fari dell’Inferno in mare d’Iroise), co autore del mio libro ‘Le quiz des phares’.

    Altro libro su questo soggetto : ‘Des phares et des hommes’ (Editions Maritimes et d’Outre-Mer, 1985 con il capitolo ‘Vivere assieme’ dove si vede François Jouas-Poutrel),

    Jean Guichard, fotografo di fari, è l’autore della foto più venduta sui fari, presa il 29 novembre 1989 durante un tempesta forza 10, dove si vede l’onda circondare il faro di La Jument e il guardiano che chiude la porta 2-3 secondi prima di essere portato.
    http://www.letelegramme.com/ig/dossiers/image_histoire/jean-guichard-le-recit-de-sa-photo-choc-du-phare-de-la-jument-video-de-vagues-geantes-27-07-2010-1001588.php

  2. Nella mostra “Phares” del Museo della Marina di Parigi, François Jouas-Poutrel, il guardiano del faro di Roches-Douvres, ha un ruolo principale.
    Vincent Guigueno, commissario della mostra, ha proposto a François Jouas-Poutrel di riprodurre la ‘salle de veille’ (sala di veglia) esattamente come era; grazie a delle cuffie si sente François raccontare come si svolgeva il suo lavoro all’interno del faro.
    François Jouas-Poutrel ha esposto al Museo della Marina un esempio del materiale che era solito portarsi sul faro quando era ora della ‘relève’.
    Appasionnato di pittura, portava sempre un bel po’ di libri d’arte
    Sempre al Museo, sono presentate alcune delle sue realizzazioni, raccontate nel libro ‘Les phares du gardien de phare’ (Ed. Ouest-France, 04/2000, edizione esaurita e 10/2011 per la nuova edizione).
    François ha cominciato una sera pensando “Come Mathurin Meheut – pittore bretone- avrebbe dipinto il mio faro?” e ha proseguito con Picasso, Modigliani, Gaugin, Van Gogh… sempre col faro di Roches-Douvres, nella Manica, tra le isole di Bréhat e Guernesey.
    http://www.phares-bd.com/jouas.htm

    In occasione di questa mostra, è stato intervistato e racconta la sua vita di guardiano.
    http://www.pharadise.com/blog/?p=446

    • grazie dominique per i tuoi commenti. ti sarei anche grato se mi dessi gli estremi dei libri (a parte quello di louis e quello che hai scitto con lui, che ho già). ti scrivo con un certo ritardo perchè come ti ho detto ,sono un troglodita digitale; con l’occasione: avevo visto su fb che guigueno ha fatto una conferenza su fari e nuove tecnologie, verso la fine dell’expo, ma non ricordo dove e con quali sponsor. tu ricordi e in questo caso mi puoi mandare, se c’è, un sito dove potrei recuperarlo.grazie.

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