Storie/Uomini

Ancora sulla mostra parigina

This drawing of Cordouan lighthouse, a Europea...

Disegno del faro di Cordouan. Enciclopedia Britannica. (Photo credit: Wikipedia)

Quattro secoli di sfide tecniche e tecnologiche, i fari fancesi coniugano potenza marittima, furori oceanici e vite di uomini. Questa storia é stata raccontata per quasi un anno, al museo nazionale della marina di Parigi. Un’esposizione che ha preso le mosse da Cordouan che nel 1611, sfida con la sua architettura un po’ maniloquente ma contempoaneamente aiuto alla navigazione e simbolo di potere politico. L’expo è stata ampiamente ricordata a fine ottobre su Liberation con un ampio articolo. Che ricorda come l’esposizione, narrasse anche le prime torri nautiche dell’impero romano e del medioevo; e poi, via via, attraverso le tappe sulle sponde della Manica: dove la tours sur rocher si sono affiancate alle lightuoses rock. Storie scandite da Fresnel e Stevenson. Due capisaldi dell’avventura dei fari sulle due sponde della Manica, poi dilagate in tutto il mondo..

Si comincia in epoca moderna con Cordouan,Phare de Cordouan

ma la mostra fa vedere con filmati come la stessa parola faro, phare, lighthouse, faros, prende il nome dall’isolotto, davanti ad Alessandria d’Egitto, dov’era sorto nell’antichità ,il primo faro di cui hanno parlato gli storici e viaggiatori antichi. Fino a quando dall’alleanza fra marinai e savants comincia in Francia una vicenda che soltanto ora, nel nuovo millennio con la diffusione delle nuove tecnologie sta rendendo obsoleta: questa storia e queste storie. Quattro secoli di tecnologie, avventure umane, disastri, che all’inizio del XIX secolo in Francia con al creazione della commissione dei fari. Quando, dice lo storico Jules Michelet “le tenebre spariscono dai nostri mari. Perché, vennero creati una serie di torri che diedero modo ai marinai di orizzontarsi, come avevano fatto fino ad allora con le stelle in cielo. Le lenti Fresnel e la continua evoluzione del combustibile per illuminare la luce (brugo, legna, petrolio…elettricità) furono altrettanti tappe di un’evoluzione continua, incessante tra sicurezza in mare e orientamento, tra dimostrazione di potenza e vie commerciali…

Una storia che ha avuto altre tappe, altri protagonisti, diventata storia anche per le storie di coloro che queste luci hanno governato. Come Jean-Pierre Abraham che fu guardiano ad Ar-Men negli anni 60 e scrisse: “fa giorno di nuovo e lo scheletro della lampada si staglia confusamente fino a spegnersi. Nessuno lo sa: noi governiamo soltanto…amo violentemente questa vita…”. Economia di parole, frugalità di vita, contemplazione, esperienze al limite…cosa può definire l’abnegazione dei guardiani dei fari?

Tutto questo, conclude l’articolo, è stato raccontato al museo di Parigi con la scenografia di Nathalie Crinière e la supervisione del curatore dello storico bretone Vincent Guigueno.

 

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