Luoghi

Il parallelepipedo di cristallo

A Punta Hidalgo, sul litorale nord est di Tenerife l’isola maggiore, delle Canarie, si trova il faro del 1991, dell’architetto Ramiro Rodriguez Borlado y Olivarrieta dal design molto particolare. Una torre bianca (28°35’07.07”N-16°19’11.32”W), alta 50 metri contornata da altri parallelepipedi di altezza variabile che contrasta con le montagne vulcaniche nere dell’interno dell’isola. L’architetto ha voluto evocare una colata di cristallo che sorge dalla terra come un movimento tellurico che innalza, verso l’alto, canne d’organo basaltiche di gesso alabastrino. Si trova ad una trentina di km a nord-est di Santa Cruz de Tenerife, capoluogo dell’isola sul litorale opposto. La luce si trova a 50 metri ed emette lampi bianchi. Si sale in ascensore ed è accessibile. Vedendolo dal mare, o in particolari condizioni di luce l’immagine corrisponde alla descrizione che ne dà Maie-Haude Arzur nel suo Phares. Il costruttore è stato Ramiro Borlado, un ingegnere civile. Maggiori dettagli me li ha forniti un amico spagnolo, Faros de mar di fb che mi ha trasmesso un articolo di Laura Docampo pubblicato in laopinion.es (il parere di Tenerife).

Faro di Punta Hidalgo (Photo Credit: Mariajo Hor Mar)

Faro di Punta Hidalgo (Photo Credit: Mariajo Hor Mar)

Salire al faro ed i suoi 246 scalini può essere estenuante, scrive Laura; tuttavia, la vista spettacolare che offre sulla costa, da Los Roques di Anaga fino a Buenavista merita lo sforzo di salire ai 50 metri della cima. È un privilegio che hanno goduto solo due tecnici che sono responsabili della manutenzione. Design atipico e impeccabilmente bianco, faro di Punta del Hidalgo guida i navigatori che scapolano l’isola dal nord.

L’opera fu commissionata dall’autorità portuale di Tenerife all’ingegnere Ramiro Rodríguez-Borlado negli anni novanta. Per adeguare la rete dei fari della maggiore isola delle Canarie e metterle in rete. All’epoca vennero costruiti anche Buenavista e Puerto de la Cruz, che integrarono quelli esistenti a punta de Anaga, Teno, La Rasca e Granadilla de Abona. I materiali impiegati nella costruzione sono estratti nell’isola. Tutti i dettagli del progetto di Rodriguez-Borlado erano innovativi. Ad esempio, Borlado ha utilizzato un tipo di cemento, mai usato prima in questo tipo di costruzioni costiere: impermeabile ed a presa rapida. Inoltre ha utilizzato della ghiaia bianca di fiume che ha miscelato con il cemento per realizzare l’intera struttura. Un sistema di scorrimento del ponteggio ha fatto crescere molto rapidamente la costruzione, terminata in soli due mesi.

Faro di Punta Hidalgo (Photo credit: Wikipedia)

Faro di Punta Hidalgo (Photo credit: Wikipedia)

L’altezza non è casuale: essendo posto a livello del mare, la portata geografica doveva essere visibile a 15 miglia nautiche (e venire classificato come faro di secondo ordine) per differenziarsi da Anaga che, a 12 miglia ad est, è visibile a 40 km. Quest’ultimo faro segna la punta da scapolare per chi arriva da est o da nord a Tenerife e facendo rotta per il porto di Santa Cruz. Tutti i dettagli del progetto di Rodriguez-Borlado sono stati innovativi. La torre contrasta con il terreno di lava vulcanica nera è diventata un’attrazione della strada sterrata costiera che porta al faro. La curiosa forma di prismi minerali, una sorta di gessi bianchi che emergono dalla terra e contrastano con le catene montuose basaltiche dell’isola, dà un aspetto futuristico al faro: soprattutto contrastando il classico stereotipo, facendo distinguere il più recente dei sei fari di Tenerife. Jesús Fajardo è uno dei tecnici che sovrintende il funzionamento, parla del faro come di un figlio, probabilmente perché ha costruito l’involucro di metallo che ripara le luci. All’interno si muove con destrezza per via dei più di 20 anni di professione, inoltre ha sviluppato una capacità polmonare che è in grado di salire 1500 passi al giorno senza ansimare per cui non pensa di smettere di fumare. Spiega che il set di luci e la loro cadenza ritmica, scandiscono il nome in codice, D-2818, con una combinazione di tre luci lampeggianti ogni 16 secondi.

La lampada ha quattro luci a LED, una in servizio e tre di riserva che ruotano sul proprio asse azionate da due motori che si alternano ogni 24 ore per evitare il surriscaldamento. Fajardo visita il faro settimanalmente e confessa “tendono ad affievolirsi per alcuni secondi”. Ogni lampadina costa 60 euro e il tecnico assicura che durano più di un anno. Ora in molti fari prevale l’installazione di luci a LED: “durano quasi tutta la vita, ma consumano troppo”. Fin qui l’articolo del quotidiano locale.

Il faro di punta Hidalgo si trova sulla rotta marittima che collega la capitale di Tenerife con l’isola La Palma ed è anche un passaggio obbligato per le navi che atterrano a Santa Cruz provenendo dall’altra sponda dell’Atlantico. Le lampade vengono accese e spente grazie a sensori di luce. Se il dispositivo non funziona, si attiva un’emergenza che funziona con un timer, come una sveglia. Tutte le sue funzioni sono monitorate dai pannelli di controllo negli uffici della capitale di Tenerife, Santa Cruz. Dispone anche di un sistema di telecomunicazione, denominato AIS (dall’abbreviazione del sistema di identificazione automatica) che consente di identificare e tracciare le navi che solcano le acque sotto-costa.

Un team di meteorologi olandesi studiò per due anni, il buco dell’ozono dal suo tetto.

Le navi sono ora equipaggiate con molti dispositivi elettronici, ma Jesús Fajardo dice che “i capitani sono ancora fiduciosi dei farifari”. Le macchine possono anche guastarsi ma i controlli assicurano che tutto rimanga sotto controllo. Il faro è del 1991, ovviamente attivo; con piano focale di 52 m (171 ft), tre lampi bianchi ogni 16 s. La torre, come detto, è in muratura bianca, verticale nella parte anteriore, con prismi irregolari accostati nella parte posteriore, che danno, nell’insieme, una forma piramidale. Foto sono disponibili nella directory lighthouse dell’università della Caroline, Chapel Hill e nel sito di Alexandre Trabas. Situato sul lungomare di Punta delHidalgo, piccola città all’estremità orientale della costa settentrionale di Tenerife. Sito visitabile ma torre chiusa. ARLHS CAI-035, ES-12945, Admiralty D2818, NGA 23854.

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