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La Coubre, faro instabile e tormentato

Alla foce della Garonna e all’entrata dell’Atlantico. Sul faro, oggi riaperto al pubblico dopo diversi mesi di lavoro, ci ricorda Dominique Daniel, ha avuto negli anni una vita tribolata a causa della pressoché continua erosione, si trova oggi a due km dal mare ed un kilometro e mezzo dal precedente crollato per l’erosione marina.

Le Coubre (Photo Credit: Wikipedia)

Le Coubre (Photo Credit: Wikipedia)

Français : La pointe de la Coubre (Charente-Ma...

La pointe de la Coubre (Charente-Maritime) (Photo credit: Wikipedia)

Ormai si trova solo a qualche centinaia di metri dalla battiglia e un giorno potrebbe conoscere la stssa sorte dei predecessori. Nicola Moccia ci ha postato fotografie dell’inizio del secolo scorso dove si vedono le palizzate su cui erano appoggiate le fondamenta, già in via di erosione, e poi, ad erosione completata, trasformato in rudere adatto a foto ricordo dei primi turisti dell’epoca.

La Coubre (Photo credit: wikipedia)

La Coubre (Photo credit: wikipedia)

Daniel invece ricorda che possiede un fuoco secondario mentre la barbetta tra la parte rossa e quella bianca era una blindatura che difendeva l’arma e i serventi al pezzo. Il faro attuale (45°41’N-01°14’E) è alto 64 metri e mezzo; ha una galleria che circonda la sua ottica rotante con lampada alogena da 1000 watt. La luce bianca manda due lampi ogni 10 secondi ed è visibile da 28 miglia.

Sul faro di La Coubre ulteriori dettagli si possono ricavare dal sito dello storico francese Jean Cristophe Fichou. La zona della Gironda nel Charente-Poitou è un’area particolare, un estuario dove confluiscono due fiumi, la Dordogna e la Garonna che sfociano in mare sull’Atlantico con una foce molto ampia, soggetta al flusso di marea con conseguente apporto e dilavaggio sabbioso provoca un’instabilità delle sponde.

Che accrescono durante la montant di marea e vengono erose durante il riflusso. Riguardo al faro della Coubre una curiosità.

Phare de la Coubre (Photo credit: Wikipedia)

Vincent Guigueno, altro storico francese, incaricato dagli affari marittimi transalpini di una ricognizione sul patrimonio dei fari e segnalamenti, in un dibattito a più voci sul futuro di queste sentinelle ha scritto su Chasse-mareé (da 30 anni, storica rivista francese di uomini di mare e di barche) a proposito del futuro dei fari bretoni un breve e sconsolato articolo dal titolo significativo “un faro è crollato in mare”. Un articolo amaro, sul registro della fantascienza. “Ne ha dato notizia, un trafiletto del Telegramme de l’Ouest il 21 dicembre 2028, scrive Guigueno. “Un fuoco spento già da diversi anni. A sostituire la lacrima color magenta delle carte idrografiche, una boa virtuale. Nel 2010 con il dissolversi di quel che restava del Servizio dei fari…la lacrima magenta ci mancherà”.

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