Storie

Da Antros a Cordouan

La leggenda narra che l’isola di Antros fosse sospesa sul mare, il quale salendo e scendendo con la marea, dava l’impressione di galleggiare. Nel I secolo d.C. il geografo romano Pomponio Mela, collocava Antros nel sito occupato dall’isola di Cordouan. Questa convinzione si spiega forse con il fatto che durante le alte maree, le acque coprissero terre adiacenti, mentre solo l’isola sembrava galleggiare dominando i suoi dintorni.

Foce della Garonna - (Photo credit:http://www.c-royan.com)

Foce della Garonna –
(Photo credit:http://www.c-royan.com)

Cordouan (Photo credit: http://www.c-royan.com)

Cordouan (Photo credit: http://www.c-royan.com)

Questo fenomeno reso più sorprendente dal fatto che, secondo alcuni, l’isola era infatti collegata ad una massa solida, unico oggetto visibile anche quando il livello dell’acqua saliva. La convinzione che l’isola di Cordouan coincidesse con Antros persistette a lungo: ad esempio ne parla Gabriel de Lurbe in Cronaca Bourdeloise dal 1617. Louis Moreri, nel suo Dizionario sessant’anni dopo, nel 1674, definiva Antros come una piccola isola dove è costruita la torre Cordouan. Più tardi, l’ingegnere reale Claude Masse che mappò la Gironda e la regione del Saintonge (antico nome della Gironda) nel XVIII secolo, citava e cartografava île d’Antrosse, che un tempo emergeva dal basso fondo di Cordouan. Si diceva che Cordouan fosse collegata alla terraferma a Pointe de Grave, il ché spiegherebbe in parte l’assimilazione di Cordouan con Antros. Sulla piccola isola nel 1088 sorse un sito religioso che nel 1092 divenne un eremitaggio di monaci di Cluny che aveva tra i compiti quello di far suonare una campana per avvisare dei bassi fondali rocciosi. Nel 1360, l’inglese Edoardo di Woodstock, che al tempo occupa la zona, detto il principe nero vi fece costruire una torre esagonale di 16 metri dove la notte veniva acceso un fuoco. Portolani antichi la citano e dalla dizione cor d’Asne può essere per contrazione diventata Cordouan. Quindi la costruzione del faro del re, o per figura retorica, il re dei fari , vero emblema del rinascimento venne costruito nel 1584 da Louis de Foix che durante il cantiere distrusse la precedente struttura.

I principali cambiamenti intorno allo scoglio erano e sono ancora dovuti ai banchi di sabbia che,

Faro di Cordouan (Photo credit: cordouan.culture.fr)

Cordouan (Photo credit: cordouan.culture.fr)

Faro di Cordouan (Photo credit: Wikipedia)

Faro di Cordouan (Photo credit: Wikipedia)

a causa delle correnti oceaniche e dei flussi di marea, variano nel tempo, di dimensione e ubicazione, rendendo l’accesso a Cordouan sempre difficile e problematico; fenomeno confermato anche dalla chiesa di Soulac-en-mer, dedicata a Notre Dame di Finisterrae che nel XVIII secolo, era circondata da dune di sabbia. Il fenomeno è evidente nella foce della Garonna dove la variazione del profilo delle sponde, con accumuli di sabbia e dilavamento sono percepibile dalla memoria storica individuale. Mentre è affascinante salire in cima al faro attuale e vedere fino alla punta di Grave i banchi sabbiosi, chiaramente visibili durante le fasi di bassa marea.

Lanterna di Corduan (Photo credit: charente.maritime.fr)

Lanterna di Corduan (Photo credit: charente.maritime.fr)

Del faro di Cordouan (45°35’11”N-01°10’25”W), ne parla anche Lilla Mariotti nel suo mondo dei fari, http://www.ilmondodeifari.com/ dal 1862, è patrimonio storico francese e dice il documentatissimo sito realizzato da Blusfera si staglia solitario nella storia dell’architettura rinascimentale. Lo storico d’arte Jean Guillaume, che lo ha studiato in modo dettagliato, ha dimostrato che la sua architettura non era puramente un prodotto dei gusti francesi del periodo. Anche se la disposizione delle varie forme verticali è nella tradizione francese, l’aspetto monumentale dei piani terra e primo piano ricorda strutture coeve in Spagna e Italia. Il disegno monumentale del faro, la gestione potente della decorazione esterna e la decorazione della cappella devono la loro ispirazione alla cupola di El Escorial, in Spagna, alla facciata della Chiesa del Gesù a Roma e gli ornamenti su portale a Michelangelo Pia. Louis de Foix, ingegnere di formazione, aveva incontrato importanti architetti italiani e spagnoli al cantiere dell’Escorial nel 1563, permettendogli un’esperienza culturale diversa da quella di altri architetti francesi del tempo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...