Storie

I nemici dei costruttori di fari

Wrecker e band gang, i costruttori di fari, specie nel ‘700 e nel secolo successivo, hanno avuto diversi nemici. Le band gang, arruolatori di marinai “volontari” per la marina militare inglese, non andavano per il sottile, spesso tentavano di arruolare anche gli addetti all’edificazione dei fari.

wreckers

Dal libro “Les phares” di Léon Renard (Edizione Ancre de marine ristampa del 1993 originale del 1900)

Poi c’erano quelli che vivevano sui naufragi, i wreckers, i naufrageurs sull’altra sponde della Manica. Non sempre si trattava di banditi o uomini senza fede. Scrive Bella Bathurst, autrice di una bella biografia degli Stevenson che un indecoroso braccio di ferro ha sempre contrapposto chi trovava oggetti in mare e la corona inglese. (Lo splendore degli Stevensons, 2008). Il legittimo proprietario, ammesso che riuscisse a dimostrare di essere tale, se non reclamava le cose naufragate entro un anno, queste venivano confiscate dalla corona o dal lord locale. Al tempo tutti i naufragi nelle acque britanniche rientravano sotto la giurisdizione del Lord Admiral che la delegava ai suoi luogotenenti in ogni contea.

Tutto il cargo, il carico, veniva suddiviso in quattro categorie, flotsam merce che galleggia, jetsam merce gettata a mare in situazioni di emergenza, ligam merce colata a picco e contrassegnata da una boa per poterla in seguito recuperare e wreck, relitti vomitati a riva. Sempre Bathurst cita un cronista del Settecento che dice: se capita un naufragio in Cornovaglia mentre è in corso una funzione religiosa il parroco ne dà notizia dal pulpito. E alcuni più fanatici consideravano peccato mortale soccorrere un naviglio in difficoltà, perché era segno di religiosità rendersi conto che fosse la divina provvidenza che le navi facciano naufragio e gli equipaggi periscano.

Tratto da "I grandi navigatori", CDE-Mondadori,  edizione americana 1979, Time- Life Books da un foglio satirico del 1800

Tratto da “I grandi navigatori”, CDE-Mondadori, edizione americana 1979, Time- Life Books
da un foglio satirico del 1800

I naufragisti dalle due sponde della Manica poi “aiutavano” chi era in mare con falsi fuochi di segnale. In Inghilterra appendevano un lume alla coda di un cavallo, in Francia, stando a Léon Renard, autore di un esauriente libro sui fari del 1900, usavano la variante di mettere il lume tra la corna di un bue. Bue o cavalli, entrambi caracollando nella notte, davano l’impressione del rollìo di una nave. Bella Barthust rincara la dose e cita il pastore protestante di Sanday che pregava devotamente ogni domenica, per chiedere a Dio, educatamente qualora avesse in programma qualche naufragio potesse far sì che questo avvenisse sulle coste dell’isola di Sanday? Nel 1805, Robert Stevenson lavorò su quell’isola e scoprì che i naufragi erano tanto frequenti che gli isolani adoperavano il legname ricavato dai relitti anziché le pietre, per recintare i loro campicelli. Sempre Robert e il figlio Thomas incapparono in una fitta nebbia nello stretto di Pendland e gettarono le ancore per ostacolare la corrente e la deriva. L’indomani si accorsero mentre la nebbia stava diradando, che la barca si era avvicinata all’isola di Swona ed allora il capitano sparò una cannonata a salve come segnale di pericolo e gli abitanti uno alla volta uscirono sulla spiaggia. Ma seguì un silenzio attonito: non davano nessun segno di emozione, stavano là come essere inanimati, non sembravano nemmeno minimamente interessati. Nessuno muoveva un dito. Tutti quanti attendevano incalliti, di poter procedere al saccheggio, ossia, nel loro gergo “mietere il mare”. I loro figli piccoli gli stavano accanto e attendevano anche loro. Così racconterà l’avventura capitata al padre, lo scrittore Robert Louis Stevenson in quell’occasione risoltasi positivamente.

English: photograph of Robert Louis Stevenson

Fotografia di Robert Louis Stevenson (Photo credit: Wikipedia)

A otto miglia da Land’s End, in Cornovaglia c’era lo scoglio di Wolf Rock (dove in seguito fu edificato un faro), una roccia che con l’alta marea, quando le onde, si abbattevano contro intrappolavano aria che poi sfiatando rendeva un suono simile ad un ululato di lupo. I wreckers perché non mettesse in guardia le navi, la tapparono con delle pietre.

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