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ultime news da Tristan de Cunha

Tristan da Cunha è un remoto gruppo di isole nell’Oceano Atlantico meridionale, distante 2.798 km (1.511 miglia) da Città del Capo e 3.932 km (2.123 miglia) da Montevideo. Appartiene al territorio britannico d’oltremare di Sant’Elena, situata a sua volta 2.161 km (1.350 miglia) più a nord. Il territorio è composto dall’isola principale, Tristan da Cunha (di 98 km²) che è l’unica abitata dall’uomo, e da una serie di isole disabitate: l’Isola Inaccessible, le Isole Nightingale e l’Isola Gough (situata a 395 km a sud est dell’isola principale). L’isola è considerata uno degli insediamenti umani più remoti al mondo a causa della distanza dai continenti e della mancanza di porti e aeroporti. Come ha raccontato diffusamente, e come sempre ineccepibilmente, Lilla Marioti nel suo libro (Tristan da Cuhna, storie e vicissitudini della più remota comunità del mondo – Magenes, 2013), due dei sette cognomi presenti nella popolazione locale sono di origine italiana (Lavarello e Repetto, originari di Camogli, nel Levante genovese, in Liguria), gli altri sono inglesi (Swain e Patterson), americani (Hagan e Rogers), inoltre c´è un cognome scozzese (Glass) e uno olandese (Green). Ora ha critto sul nostro blog renzo.storti@unipd.it che aggiunge che l’ultimo naufragio risale a solo a qualche anno fa, marzo 2011 una nave carica di cereali si è incagliata sull’isola inquinando le coste e mettendo a rischio l’unica attività degli isolani cioè l’allevamento di aragoste. Le notizie in merito sul blog dell’isola: http://www.tristandc.com/newsmsoliva.php. Invitiamo i curiosi a capire come è andata a finire…

 

 

Sicuramente Lilla, che attualmente sta concludendo una bella iniziativa sui fari italiani (di cui speriamo possa darci presto dettagli anche tramite il nostro blog) con l’abituale cortesia, risponderà sollecitamente a Renzo. Comunque possiamo anticipare che il libro di Lilla si concludeva alla fine del 2011 e quindi non avrebbe potuto inserirlo nel cartaceo.

Da parte nostra questo ci permette di “chiosare” sul rapporto carta e on line. Sentire il profumo della carta stampata “eccita” sicuramente i lettori, cartofaghi e chi si occupa di libri (per passione o per professione). Tuttavia è evidente che i tempi tecnici della realizzazione di un libro non possono tracimare…Quindi? Sarebbe bello che chi scrive un libro potesse farne un “ultima ora”, “un aggiornamento” tramite un blog o qualcosa che verrà (ma non sappiamo cosa, tant’è che siamo in difficoltà a definirlo…).

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