Storie

Il faro littorio tra la Somalia e l’oceano indiano

Novant’anni fa, nell’aprile 1924, venne acceso un faro littorio, l’unico per quanto ne so. Non soltanto perché costruito in epoca fascista ma perché era fatto come un littorio, una panoplia di origine etrusca, assunta durante il dominio di Roma di cui si impossessò il fascismo.

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Corno d’Africa – Capo Guardafui

Il faro littorio sorge a capo Guardafui (guarda e fuggi, così lo chiamarono i portoghesi) (11°50’07.00”N-51°16’49.36”E); il capo venne ceduto agli italiani nel 1894. Le storie complesse del “corno d’Africa” sono sintetizzate nell’articolo pubblicato su La Stampa di Torino del 8 aprile di quest’anno, da Alberto Alpozzi che è andato a fotografare il faro littorio durante un viaggio con la marina militare italiana.

 

Il capo che si trova proprio tra il golfo di Aden e l’oceano indiano è stato un’area infestata dai pirati fin dal tempo dei romani, ed ancora oggi è presidiato da navi della missione nato di scorta alle petroliere che vengono talvolta assalite in questo angolo di mondo, all’uscita del mar Rosso prima che si spargano in giro per il mondo. L’articolo del La Stampa narra la storia di questa luce sabauda che ebbe inizio alla fine dell’800 quando l’Italia si propose di costruire un faro (una semplice intelaiatura metallica di 15 metri) per segnalare la zona pericolosa per la navigazione a causa delle correnti impetuose e soggetta spesso a nebbie. Dapprima ricevette il plauso internazionale poi quando si chiese un contributo di “tassa di fanalaggio” trovò il disinteresse delle altre nazioni. Comunque l’intelaiatura metallica venne sostituta da un faro cilindrico di 20 metri, su basamento quadrato di pietra bugnata sopra il quale si erigeva appunto il fascio littorio, con tanto di scure, come si può vedere ancora oggi benchè il faro non sia più funzionante.

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Corno d’Africa – Capo Guardafui

Faro Francesco Crispi - Somalia, Capo Guardafui

Faro Francesco Crispi – Capo Guardafui (Photo credits: Alberto Alpozzi – Marina Militare)

Online il blog sul Faro Francesco Crispi di Alberto Alpozzi freelance photojournalist. Alberto Alpozzi fotogiornalista freelance di Torino da più di 10 anni, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, specializzato in reportage in aree di crisi e fotografia per l’architettura.

A luglio 2013 è stato imbarcato su nave Zeffiro della Marina Militare Italiana nell’ambito della missione Atalanta per l’antipirateria e proprio durante questa missione nel golfo di Aden ha “scoperto” il faro Fracensco Crispi.

http://farofrancescocrispicapeguardafui.wordpress.com/2014/01/29/1924-il-primo-faro-a-capo-guardafui/

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3 thoughts on “Il faro littorio tra la Somalia e l’oceano indiano

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