Luoghi/Storie

Fari in pubblicità

Vi sono anche fari incongrui per il paesaggio o inattesi per la forma. Quello più fuori posto si trova a 15 km da Reims ed a 150 km da Parigi, tra le colline della Francia centrale, è probabilmente il faro di Verzenay, (49°09’36.262”N- 4°08’43.97”E), una luce che sciabola su un mare di vigneti. Andando verso nord, il mare più prossimo è la baia della Somme: circa tre ore in auto. Il faro di Verzenay ospita oggi il Museo della Vigna ma nasce da una storia curiosa.

Faro di Verzenay (Photo Crediti: wikimedia)

Faro di Verzenay (Photo Crediti: wikimedia)

Faro di Verzenay (Copyright © GOULET-TURPIN)

Il faro sui vigneti, che lancia i suoi lampi su un mare increspato dal soffio del vento, ha tutt’intorno, le colline del Champenois; nei pressi, un mulino a vento e il Tgv che corre nella pianura francese. Lo fece erigere, nel 1909, sul sito di un vecchio mulino alle pendici di Mont Rizan, Joseph Goulet, fondatore delle succursali Goulet-Turpin, negoziante di vini. Di umili origini ma con idee d’avanguardia per quanto riguarda la promozione, si direbbe oggi, la reclàme si diceva allora, alla vigilia della prima guerra mondiale. Il faro era illuminato di notte e ai suoi piedi furono costruiti un ristorante e un’osteria. Foto d’epoca mostrano allegre scampagnate domenicali. Cannoneggiato dall’artiglieria tedesca durante il primo conflitto mondiale, terminò il suo richiamo pubblicitario e la costruzione venne invasa dalla vegetazione.

Poi, nel 1987 quel che restava del faro in mezzo alla campagna venne acquistato dal comune di Verzenay, che già stava progettando un ecomuseo. Dai contatti con il parco regionale della montagna di Reims ne è nato un progetto che ha preso vita il 3 ottobre 1999, con i comuni di Vesle e Verzenay. Cinque anni dopo, apre il Musée de la Vigne all’interno del faro che domina uno dei più prestigiosi vigneti della “montagna” di Reims. Grazie alle tecniche audiovisive, la domenica, viene spiegata la gestione del vigneto Champenois ed i fattori climatici che rendono possibile la nascita del famoso “vino del faro”. A poco meno di trecento km la falesia, bianca, alta e spettacolare, di Treport, sulla Manica.

 

Ma non fu il primo faro pubblicitario: ce n’era già stato uno nel 1900 sulla riva sinistra della Senna davanti alla tour Eifell. Era alto trentasei metri ed aveva sulla cima un sorta di scatola di sei metri di lato. Ricordava un po’ il Big Ben londinese, ma invece dei quattro orologi per lato aveva, in lettere maiuscole la scritta LU ed una lanterna elettrica che rischiarava tutti gli edifici vicini. Al tempo era la pubblicità, di una fabbrica di biscotti di Nantes e della pasticceria, Lefèvre Utile.

Lo aveva commissionato il figlio del fondatore dell’azienda, fedele al motto: “Pour susciter la gourmandise, rien de tel que seduire l’oeil” (per attrarre la gola nulla di meglio che sedurre gli occhi). Oltre a far costruire il faro LU, Lefèvre-Utile, per il suo salone all’esposizione di Parigi del 1900, ordinò anche, al noto pittore dell’epoca Lucius Rossi un olio, La Parisienne

Logo Lefèvre Utile (Photo credit: Wikipedia)

Logo Lefèvre Utile (Photo credit: Wikipedia)

La Parisienne quadro di Lucius Rossi (Photo credit: artvalue.com)

La Parisienne quadro di Lucius Rossi (Photo credit: artvalue.com)

che appunto dal quadro guardava sotto un parasole rosso, il faro-scatola da biscotti. L’imprenditore di Nantes fece inoltre distribuire delle cartoline, sul modello Liebig la nostrana Lavazza che, passate davanti ad una candela avevano la particolarità di illuminarsi.

La curiosità è riportata da Bernard Rubinstein, giornalista, fotografo ed appassionato di mare che, in occasione dell’esposizione parigina sui phares ha anche allestito una sezione dedicata ai fari nelle sue varie declinazioni ludiche e brocante da collezione, da cui è scaturito un bel libro Éclats de phares (Chasse-marée,2011), come l’autore, ricco di curiosità colte e documentate e notizie.

Éclats de phares - Libro di Bernard Rubinstein

Éclats de phares – Libro di Bernard Rubinstein

 

LU, scatola di biscotti (Photo credit: wikipedia)

LU, scatola di biscotti (Photo credit: wikipedia)

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3 thoughts on “Fari in pubblicità

  1. Pingback: Phares insolites : 2/ Le phare de Verzenay | Gardien de phares

  2. Si diceva che faro di Verzenay si trovava al centro di un mare (di viti) e circondato da l'” O ” (la lettera “O” del nome e cognome di Joseph Goulet, così come compariva sulle botti di vino. ). In francese “O” come “eau” (acqua).

    “Si ce phare était bien sur terre, il était au milieu d’une mer (de vignes) et entouré d’ « O » ”

    Su mio blog ‘Gardien de phare”, nuova serie su i “Fari insoliti”. Ho scritto due articoli: uno sul faro della Tour Eiffel
    http://www.pharadise.com/blog/?p=944
    e uno sul faro di Verzenay (con un legame a quest’articolo).
    http://www.pharadise.com/blog/?p=984

  3. Pingback: La Marne | La gita nel nulla

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