Storie

Il ‘Faro Voltiano’ di San Maurizio a Brunate

Per la versione francese “Phares insolites : 3/ Le Phare de Volta sur le lac de Côme (Faro Voltiano)”

Brunate (Brünàa in diletto lombardo), nota anche come  “Il balcone sulle Alpi”, è un comune  della regione Lombardia di 1700 abitanti ai piedi del Monte Tre Croci, a  715 metri, ad est del lago di Como. Si raggiunge mediante una funicolare (inaugurata l’11 novembre 1894) che unisce Como a Brunate.

Nel 1927,  per celebrare il centenario della morte di Alessandro Volta, fisico italiano, nato e morto a Como (18 febbraio 1745 – 5 marzo 1827) conosciuto per i suoi lavori sull’elettricità e per l’invenzione della prima pila elettrica, la pila voltaica, la città di Como volle rinnovare e superare i fasti dell’Esposizione Voltiana del 1899 che festeggiava il centenario dell’invenzione della pila.

Furono costituiti un comitato d’onore sotto il patrocinio del re Vittorio Emanuele II, la presidenza di Benito Mussolini ed un comitato esecutivo diretto da Guglielmo Marconi (fisico e inventatore della radiotelegrafia). La città di Como accolse, come nel 1899, un congresso di telegrafisti provenienti da tutto il mondo. Tre esposizioni vennero realizzate sui 12mila m2 e due edifici costruiti:

– il “Tempio Voltiano” : fu progettato e realizzato in stile neoclassico dall’architetto Federico Frigerio e costruito dall’imprenditore della seta Francesco Somaini. Custodisce parte delle apparecchiature con cui Volta eseguì i suoi esperimenti e una vasta documentazione sulla sua vita e la sua attività.

Tempio Voltiano (Cartolina dal Museo Voltiano)

Tempio Voltiano (Cartolina dal Museo Voltiano)

– il “Faro Voltiano” (Votaic Lighthouse) è situato poco al disotto della cima del monte Tre Croci  in località San Maurizio, (45°49’33.79″N-9°06’01.36″E), a due km in linea d’aria da Brunate.

Il disegno del faro fu realizzato dall’ing. Gabriele Giussani a cui si deve la scelta del monte  sopra Brunate, come luogo più adatto, perché strapiombante su Como e può essere visto non solo dal lago, ma anche dalla pianura padana e dalla Brianza.
Il padre dell’attrice Mara Berni participò alla sua costruzione.

All’iniziativa, l’I.G.N.I. (istituto gare nazionali internazionali di telegrafia pratica ed avviamento postale), contribuì con una sottoscrizione nazionale.

Il “Faro Voltiano” è una torre ottagonale  di 29 metri. Al suo interno una scala a chiocciola con 143 gradini permette di raggiungere le due balconate circolari: la prima, poco sopra il portone d’ingresso, la seconda all’esterno della lanterna. Questa lancia nella notte la sua luce tricolore, alternando il verde, il bianco, il rosso ed è visibile a 50 chilometri di distanza.

Da quei è possibile ammirare il lago e le cittadine di Como, Cernobbio, Chiasso… e godere panorami che spaziano sull’arco occidentale della catena alpina, fino al Monte Rosa (la seconda vetta delle Alpi a 4 634 m), la Jungfrau (la Vergine) sulle svizzere Alpi Bernesi, a 4 158 m).  In giornate particolarmente limpide si può anche vedere la Madunina, statua in rame  dorato sul  Duomo di Milano.

Qualche anno fa, ho avuto l’occasione di visitare il faro e ammirare il panorama sorvolandolo con un idrovolante. Sul lago di Como esiste dal 1913 l’unica scuola europea di idrovolanti, con l’ amico Jean: un ricordo bellissimo.
Il faro fu inaugurato l’8 settembre 1927, (anno V dell’allora era fascista), con l’intervento di Costanzo Ciano al tempo ministro delle telecomunicazioni nel governo Mussolini. Da allora un fascio di luce alternativamente verde, bianco e rosso, illumina le notti comasche.

Altri fari, di alcun aiuto alla navigazione, vennero costruiti in quel periodo  in Italia. Di notte, la loro lanterna proietta i colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso.

Nella sala centrale del faro fu collocato un busto del fisico comasco, rappresentato in età avanzata.

Sulla targa c’è scritto:

La Scintilla che col suo Genio
Alessandro Volta
strappava ai misteri della Natura

da qvesto faro irradiante il Tricolore
della Patria
in triplice Campo
La I.G.N.I i Postelegrafonici Italiani

la Nazione tutta
vollero si difondasse negli spazi immensi
per riaffermare al Mondo
la sovranna Virtù della Stirpe
la Gloria Immortale del GRANDE

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2 thoughts on “Il ‘Faro Voltiano’ di San Maurizio a Brunate

  1. ciao daniel, l’ho limato ma il tuo italiano è quasi perfetto.
    mi sto facendo la fantasia di un blog o un sito di faristi e appassionati europei, mettendo in rete i contatti.ti scrivo sulla mail più dettagliatamente. buona serata.

  2. domenica 07/07/2013 ero in visita al Faro Voltiano…. bella la vista … ma… mi spiace dire che ho trovato molta sporcizia all’interno e all’esterno del faro….
    in particolare è ridicola la situazione di ricezione o biglietteria..
    Cominciamo dall’esterno: sacchi di immondizia latenti da settimane in due parti del piazzale…erbacce sul lato Sx e Dx dell’ingresso… non trovo ideali la collocazione delle 3 Croci ai piedi del monumento… Nulla voglio togliere ai simboli della Chiesa.. ma insisto mi sembra un forzatura voler rappresentare un omaggio alla memoria di Volta .. e al contempo rappresentare la passione di Cristo..
    troppa confusione….troppi simboli…
    AGuardando all’interno del faro regna il degrado… un vecchietto 80° con dentiera nel bicchiere, affetto da “Fuoco di Sant Antonio” regola l’accoglienza e la biglietteria alla salita del faro..
    tutto intorno una barraccopoli di assi vecchie e unte.. tavolo logoro ricolmo di avanzi di cibo.. lattine aperte di tonno con formiche a passeggio….. odore fetido di marcio… Ma che bel monumento!!!! Ma che bella Italia!!!
    Nulla è valso aiutare il custode… cercare un medico al suo male…
    ma peggio fare osservazione sullo stato di totale disorganizzazione del monumento…
    inutile proporsi ad una eventuale pulizia… come risposta solo insulti e “Toni Alti”….
    Dimenticavo sarà a norma il parapetto per altro arrugginito.. e non guardate la sommità del faro dall’interno.. il ballatoio in metallo sta cedendo.. basta non dico altro..

    Avete presente un faro in Madacascar con cartelli , personale, pulizia decorosi…ma che faro!!! Ma siamo in Africa…

    La civiltà è essere presenti e dare voce alle dignità… qualcuno risponda..

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